Consigli per organizzare un ambiente di lavoro sterile

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ambiente di lavoro sterile

Il bisogno di ricreare un ambiente di lavoro sterile varia a seconda dello scopo dell’area da sterilizzare ed è un’esigenza che ha visto una crescita esponenziale a partire dall’emergenza sanitaria del 2020.

Ma cosa significa “ambiente sterile”? Come progettarne uno e a quali rischi porre attenzione?

Le caratteristiche di un ambiente sterile

umidità dell'aria

Si definisce sterile un luogo dove esiste meno di una probabilità su un milione di trovare un microrganismo, come spore, germi e virus.

Un ambiente sterile può variare il livello di sicurezza di sterilità, posizionandosi in una classe d’appartenenza a seconda se più o meno sterile, purché rientri sempre all’interno dei parametri prestabiliti.

Le direttive DIN determinano tutte le norme da seguire per creare e mantenere un luogo di lavoro sterile, in cui fondamentali diventano il mantenimento nella stanza di temperatura, umidità dell’aria e pressione costanti e la filtrazione dell’aria con l’uso di cappe chimiche e cappe biologiche.

A seconda di questi parametri, viene poi classificato il suo livello di sicurezza di sterilità.

Ambienti di questo tipo sono fondamentali per tutte le attività in cui non possono esserci contaminazioni di particelle, ad esempio legate al settore farmaceutico, chimico, alimentare, strutture ricettive e ospedali.

Come valutare le condizioni di un ambiente e i rischi annessi?

sonda termoigrometrica
sonda termoigrometrica

Vi sono alcuni parametri microclimatici da valutare per categorizzare un ambiente di lavoro: temperatura, velocità dell’aria e umidità.

Lo studio delle condizioni può avvenire, solo dopo un periodo di acclimatazione, ovvero di adattamento da parte delle tecnologie tra il clima esterno e quello dell’ambiente da sterilizzare, tramite:

  • una sonda termoigrometrica, che fotografa le condizioni ambientali della stanza
  • una centralina microclimatica, che fornisce un report delle condizioni favorevoli alla crescita microbica, in modo da valutare eventuali condizioni climatiche inadeguate
  • test statistici per valutare l’umidità, possibile causa della nascita di colonie batteriche e funghi

A seconda dei dati collezionati nei report, possono essere valutati gli interventi necessari per sterilizzare l’ambiente.

Le fasi per rendere un luogo sterile

Costruire un ambiente di lavoro sterile è un processo, composto da più fasi:

  1. definizione dello scopo dell’ambiente
  2. consulenza con tecnici e ingegneri per progettare pareti, pavimenti, soffitti, impostare la parte elettronica e scegliere la giusta tecnologia di climatizzazione
  3. esecuzione e messa in esercizio: in questa fase si testa lo spazio ai fini di verificare le norme di sicurezza
  4. omologazione dello spazio
  5. manutenzione

La qualità dell’aria

cappe chimiche
Cappe chimiche

Per garantire un’ottima qualità dell’aria, di centrale importanza è il sistema di filtrazione dell’aria per impedire l’inquinamento delle particelle e il mantenimento di una temperatura, di una pressione e di un’umidità costanti.

Esistono più tipi di filtri per il contenimento delle emissioni e due principali tipologie di cappe per ambienti da lavoro sterili:

  • le cappe chimiche
  • le cappe biologiche

Le cappe chimiche

Le cappe di aspirazione fumi sono caratterizzate da un sistema di aspirazione che aspira l’aria dall’ambiente e crea un flusso d’aria mantenuto da un elettroaspiratore.

Devono essere certificate e la loro efficacia è determinata dalla velocità dell’aria in entrata.

Le cappe biologiche

Le cappe a flusso laminare effettuano la sterilizzazione dell’aria facendola passare attraverso i filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air).

Al termine del loro utilizzo è bene procedere con un’adeguata disinfezione, a cui deve sempre seguire una pulizia più profonda e periodica.

Per entrambi i dispositivi è importante la collocazione in una posizione priva di correnti d’aria e lontani dalle aperture attraverso le quali il personale transita spesso.

La scelta dei materiali e dei prodotti sterili

abbigliamento monouso

Le superfici in un ambiente sterile non devono essere porose, ma il più possibile lisce e antistatiche, in modo da resistere agli agenti decontaminanti.

Esattamente come tutti i materiali impiegati per l’allestimento, gli oggetti immobili necessitano di essere: resistenti all’attrito, robusti, facili da pulire, con una buona capacità di dispersione e resistenza all’abrasione.

È importante, inoltre, che l’operatore che accede agli ambienti sterili utilizzi un adeguato abbigliamento sterilizzato o monouso, con dispositivi di protezione personale sterili.

E tu, hai l’esigenza di creare un ambiente sterile sul luogo di lavoro? Hai già un piano di intervento?