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Cybersecurity industriale: protezione dei dati e dei macchinari

Magazzini e fabbriche sono sempre più connessi: WMS e MES dialogano con terminali, scanner, robot, linee automatiche e sistemi di supervisione. È un vantaggio enorme per produttività e tracciabilità, ma significa anche una cosa: se entra un problema “digitale”, può diventare un problema “fisico”.

Qui entra in gioco la sicurezza informatica industria: non è solo “proteggere i PC”. È proteggere la continuità operativa, evitare fermi, ridurre errori, tutelare dati e know-how.

 

OT security: perché non è la solita IT security

In ambito industriale si parla di OT (Operational Technology): tutto ciò che controlla processi reali (macchinari, impianti, movimentazione). L’OT nasce per essere stabile e “sempre acceso”. Per questo:

  • aggiornare (patch) non è sempre immediato
  • non puoi permetterti downtime non programmati
  • un incidente può impattare produzione, logistica e sicurezza sul lavoro

Traduzione: la OT security funziona quando è pratica, graduale e progettata per l’operatività.

5 scenari di rischio tipici in fabbrica e magazzino

Ecco dove “succede davvero” (senza allarmismi, ma con realismo):

  • Ransomware che parte dall’ufficio e arriva in reparto Una mail o una credenziale rubata possono aprire la strada a blocchi dei sistemi e interruzioni operative.
  • Accessi remoti dei fornitori troppo aperti Se la manutenzione da remoto non è gestita bene, diventa una porta laterale sempre pronta.
  • Dispositivi “ombra” e reti cresciute nel tempo Gateway, vecchi PC di reparto, switch non documentati: non sono cattiveria, è stratificazione.
  • Patch rimandate (perché “non possiamo fermarci”) Comprensibile. Ma senza un metodo (priorità + compensazioni) l’esposizione cresce.
  • Dati sensibili sparsi ovunque Password condivise, file di configurazione, distinte, report, documentazione qualità: spesso sono più vulnerabili di quanto sembri.


Le 7 mosse che riducono davvero il rischio (senza bloccare la produzione)

1) Mappa ciò che hai (asset + connessioni)Prima regola: vedere. Cosa c’è in rete OT? Chi parla con chi? Quali sistemi sono critici?

2) Segmenta la rete: zone separate, passaggi controllatiLa segmentazione è il “muro intelligente”: se qualcosa va storto in IT, non deve propagarsi automaticamente in OT. In pratica: zone per reparti/linee + regole minime di comunicazione.

3) Rendi sicuro l’accesso remoto (e tracciabile)

  • accessi solo quando servono (non “sempre attivi”)
  • MFA (autenticazione forte)
  • sessioni registrate/loggate
  • account nominativi (niente credenziali condivise)

4) Riduci privilegi e “superpoteri” inutiliMolti danni diventano enormi perché un account ha troppo potere. Obiettivo: minimo privilegio, ruoli chiari, separazione tra operatore e amministratore.

5) Patch con governance (non con ansia)In OT non si aggiorna “a sentimento”: si decide cosa aggiornare prima, quando farlo e come mitigare ciò che non si può aggiornare subito (segmentazione, restrizioni, whitelisting dove sensato).

6) Monitora le anomalie (non solo “antivirus”)In ambienti industriali è utile intercettare:

  • nuovi dispositivi in rete
  • traffico anomalo tra zone
  • tentativi ripetuti di accesso
  • comportamenti fuori routine

7) Backup e ripristino: la parte che salva davvero la giornata

Backup “belli” ma non ripristinabili = zero. Servono copie protette (anche offline/immutabili) e test di ripristino su:

  • WMS/MES e database critici
  • configurazioni di macchine/supervisione
  • documentazione e parametri essenziali

Risultato? Se succede qualcosa, riduci tempi morti, costi e caos.


Protezione dati: cosa mettere al sicuro (oltre ai “dati personali”)

Quando parliamo di protezione dati in fabbrica e magazzino, spesso il valore è qui:

  • configurazioni e ricette di produzione
  • distinte, parametri, report qualità
  • credenziali e accessi a sistemi e fornitori
  • dati clienti/ordini e tracciabilità (WMS/ERP)
  • documenti operativi e procedure

La regola pratica: meno copie inutili, più controllo degli accessi, più tracciabilità.

NIS2: perché può riguardare anche industria e logistica
La normativa europea alza l’asticella su gestione del rischio, responsabilità e notifica incidenti per molti settori. Anche se non sei “direttamente” coinvolto, la filiera lo sarà sempre di più: clienti e partner iniziano a chiedere prove di maturità (policy, controlli, piani di continuità).

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