COVID-19, Continuare a Lavorare Tutelandosi

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C’è chi non si ferma, anche in un momento d’emergenza come quello che stiamo vivendo. Mentre la maggior parte dei lavoratori si organizza con lo smartworking per ridurre la possibilità di contagi, c’è una categoria che continua a lavorare in azienda per garantire continuità operativa all’economia del Paese. Chi si occupa di produttività ogni giorno si reca sul posto di lavoro e porta a termine la propria mansione.

Lo Stato però ha stilato una serie di regole e accortezze necessarie per tutelare la salute dei lavoratori in quella che è stata definita dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte “la peggior crisi dal secondo dopoguerra”. Il 14 marzo scorso il Governo, insieme ai rappresentanti sindacali, ha emanato un ‘Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro’. Le aziende sono quindi obbligate a garantire la salute e la sicurezza dei propri collaboratori adottando un protocollo che consiste in 13 punti volti a contrastare e prevenire la diffusione del coronavirus nei luoghi di lavoro. L’azienda deve informare i propri lavoratori nel modo più efficace possibile, consegnando e affiggendo all’ingresso e nelle zone di maggior visibilità appositi depliants informativi.

  • Obbligo di restare a casa in caso di febbre oltre i 37.5

Chiunque, misurandosi la febbre, avesse una temperatura superiore ai 37.5 gradi o presentasse altri sintomi influenzali è obbligato a restare al proprio domicilio e contattare il medico di famiglia e l’autorità sanitaria.

  • Effettuare controlli all’ingresso

E’ bene effettuare un controllo della temperatura corporea a tutto il personale prima dell’accesso al luogo di lavoro

  • Limitare i contatti con i fornitori esterni

Identificare procedure di ingresso, transito e uscita, con modalità, percorsi e tempistiche predefinite che riducano le occasioni di contatto del personale con i fornitori esterni. Quando possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le necessarie attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro.

Deve poi essere ridotto l’accesso ai visitatori che dovranno comunque rispettare la regolamentazione aziendale.

Per fornitori, trasportatori e altro personale esterno occorre individuare e installare servizi igienici dedicati e prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera.

  • Pulizia e sanificazione

L’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago, degli uffici e dei reparti produttivi.

Nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dell’area secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute, nonché alla  ventilazione dei locali.

  • Igiene delle mani

Tutto il personale deve adottare precauzioni igieniche soprattutto per le mani e l’azienda deve mettere a disposizione idonei mezzi detergenti.

L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha indicato la procedura per pulire correttamente le mani in questo momento di emergenza legato al Covid-19. E’ sufficiente usare il sapone ma, in assenza di acqua, si può ricorrere alle soluzioni igienizzanti a base alcolica. Bastano tra i 40 e i 60 secondi. Ecco le istruzioni riportate anche dal Governo italiano: bagna le mani con acqua, applica una quantità di sapone sufficiente per coprire tutta la superficie delle mani, friziona palmo contro palmo e palmo contro dorso opposto, intrecciale le dita tra loro. Friziona il dorso delle dita contro il palmo opposto e il pollice dentro mantenendolo stretto nel palmo sinistro e viceversa. Anche i polsi devono essere puliti. Sciacqua abbondantemente le mani con l’acqua, asciugale con salvietta monouso e usa la stessa per chiudere il rubinetto.

  • Mascherine e guanti

Deve essere prevista una distanza interpersonale di un metro, nel caso non fosse possibile è necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici).

Le mascherine, come riportato nella Circolare del  Ministero della salute del 13 marzo 2020 devono corrispondere contemporaneamente alle norme UNI EN ISO 14683, UNI EN ISO 10993 ed essere prodotte da imprese che abbiano un sistema di qualità.

  • Spazi comuni con accessi contingentati

Si tratta di luoghi come mense, spogliatoi e aree fumatori. L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone. Nelle aree comuni deve essere prevista una ventilazione continua dei locali, un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano. Va provveduto all’organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie.

  • Chiusura dei reparti non necessari e smart working

Nel periodo di emergenza legato al Covid-19 le imprese possono disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o di quelli che possono continuare a espletare le pratiche tramite ricorso allo smart working.

  • Rimodulazione dei livelli produttivi e dei turni

Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.

  • Ammortizzatori sociali e ferie

Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali o se non fosse sufficiente utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.

  • Stop trasferte e riunioni

Devono essere sospese e annullate tutte le trasferte e i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati. Non sono consentite neanche le riunioni in presenza (solo quelle urgenti ma con un numero ridotto di persone e a un metro di distanza interpersonale). Sono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati. E’ comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart working.

  • Orari ingresso-uscita scaglionati

Si devono favorire orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).

  • Gestione di un caso sintomatico

Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L’azienda deve avvertire immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute. L’azienda collaborerà inoltre per la definizione degli eventuali contatti stretti. Si deve poi costituire un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls.

Le attività produttive che non sono sospese dal DPCM del 22 marzo sono tenute ad una valutazione di tutti i rischi (art. 17 e 28 del D.Lgs 81/08). La diffusione del Covid-19 è rilevante per una nuova valutazione dei rischi soprattutto in quelle mansioni in cui è previsto un contatto con l’utenza o l’interazione con soggetti potenzialmente infetti.