Come è cambiato l’e-commerce con il Covid-19.

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IL BOOM DEGLI ACQUISTI ONLINE

L’emergenza sanitaria in Italia legata alla diffusione del Covid-19 ha cambiato le abitudini d’acquisto dei consumatori e di conseguenza è cambiata la modalità di fare business dell’e-commerce. Secondo una analisi Nielsen, agenzia che studia il mercato e le abitudini dei consumatori, c’è stato un incremento dell’81% delle vendite online rispetto al 2019 con una crescita stimata intorno ai 4,1 miliardi di dollari. E’ una conseguenza del lockdown di marzo e aprile, della chiusura dei negozi di beni non essenziali e delle indicazioni governative che invitavano la popolazione a non recarsi nei centri commerciali. Ma anche con la riapertura, gli acquisti online sono rimasti in continua crescita. La comodità di comprare ‘da casa’ senza recarsi fisicamente nei negozi è stata sperimentata anche da chi non era pratico o abituato ad acquistare con questa modalità. La paura di contrarre il virus ha fatto cadere anche le barriere temporali e culturali che condizionavano chi era ancora restio ad abbandonare l’acquisto fisico e la seconda ondata non fa che rafforzare la vendita online, caldeggiata anche dalle istituzioni.

COSA SI ACQUISTA ONLINE?

I ricavi dei negozi e-commerce sono aumentati anche perché è in media  aumentato anche il valore del carrello rispetto ai dati del 2019. Ma cosa si acquista online? Gli utenti sono portati a comprare quegli oggetti o materiali che godono di recensioni positive. La recensione, l’opinione di altri utenti e clienti, resta quindi il principale biglietto da visita del prodotto venduto online oltre che la discriminante che porta gli acquirenti a concludere o meno l’acquisto. Durante il lock down c’è stato un vero e proprio boom degli acquisti legati al settore dell’informatica e dell’elettronica.

Webcam, microfoni per pc, cuffie, hanno visto il più alto dato di vendite complice anche la necessità per i consumatori di lavorare da casa in smartworking e fornire i propri figli di tutto il materiale necessario alla didattica a distanza. Il settore che poi ha visto incrementare le vendite in modo esponenziale è l’home fitness: tapis roulant, pesi, attrezzi per la ginnastica, sono stati beni acquistati soprattutto nel periodo in cui la popolazione è stata costretta a casa.Rispetto all’anno scorso, inoltre, è aumentato anche il click&collect cioè la possibilità di concludere l’acquisto online, recandosi però in un posto fisico per la consegna della merce. E’ un metodo che viene apprezzato dai consumatori perché riduce le spese e i tempi di consegna che durante il periodo di emergenza hanno messo a dura prova l’organizzazione del settore.

L’E-COMMERCE DIVENTA SCELTA IMPRESCINDIBILE

Per molti il 2020 è l’anno zero degli acquisti online. Il mercato si è sostanzialmente diviso tra chi ha fatto di necessità virtù, sfruttando a pieno le nuove frontiere del mercato che si sono aperte nell’emergenza, e chi invece è rimasto ancorato e fatica a riemergere dalla crisi. Anche i piccoli commercianti hanno compreso l’urgenza del momento, rivoluzionando il proprio modo di lavorare e aprendo le porte al mercato web. Adeguarsi alle nuove esigenze dei consumatori è di primaria importanza per sopravvivere alla crisi. Il fatturato e-commerce in Italia nel 2019 è stato stimato 48.5 miliardi di euro (in crescita del 17%) ma gli equilibri del settore sono cambiati con la pandemia. L’alimentare che incideva solo per il 3.1% ha registrato picchi di crescita fino al 300%

Altri invece hanno registrato una flessione importante, in particolar modo il turismo e la moda. Le aziende hanno dovuto reinventarsi e l’alta domanda ha fatto sì che anche i piccoli operatori si immettessero nel mercato. La gestione dell’inventario, del pagamento e della logistica è stata rivoluzionata anche con la cooperazione e la condivisione di personale e di strutture per lo stoccaggio.

Le catene del retail lavorano per creare una gestione più rapida e meno dispendiosa delle consegne. Si è cercato di diversificare i canali di vendita e alcuni brand hanno ampliato i propri servizi.

IL RUOLO DEI SOCIAL E IL FUTURO DELL’ITALIA

In Italia i social media sono utilizzati dal 58% della popolazione, quasi esclusivamente da mobile. Il 75% dei consumatori acquista un prodotto dopo averlo visto sui social. Con il passare del tempo l’acquisto online in Italia aumenterà fino ad equipararsi con gli altri paesi europei, dove scompaiono i negozi fisici di elettronica di consumo, ad esempio. Secondo gli esperti, si passerà da un’economia delle transazioni a una dei flussi dove spopoleranno gli abbonamenti. Così facendo gli stessi produttori entreranno nel mercato di vendita al dettaglio. La gestione del prodotto sui social acquista quindi un valore notevole, perché si arriverà ad una personalizzazione dell’acquisto legata al modo in cui si avrà esperienza di quel prodotto attraverso i social.